Riapprendere i movimenti con l’Acqua

La rieducazione funzionale in acqua che sviluppiamo all’interno del reparto Acqua del Centro, rappresenta un supporto alle terapie riabilitative e alla fisioterapia.

La rieducazione funzionale ha infatti lo scopo di porre rimedio ad eventuali limitazioni funzionali dell’organismo permettendogli di adattarsi in modo adeguato agli stimoli provenienti dall’ambiente esterno ed interno al corpo umano.

La rieducazione funzionale in piscina ormai è ampiamente utilizzata in quanto l’acqua è considerata un elemento fondamentale che favorisce il recupero motorio e porta effetti benefici anche a livello psicologico.

La rieducazione funzionale in acqua può essere praticata sia prima di un intervento chirurgico al fine di prevenire il sorgere di traumi, sia dopo come terapia di recupero.

Le delle terapie di cui sopra vengono effettuate nella piscina del Centro in una zona dedicata, la cui acqua raggiunge una temperatura di circa 30° C. L’immersione fa sì che il peso del corpo si riduca del 90 % rendendo quindi i movimenti molto più facili e leggeri.

ASPETTI GENERALI DELLA RIEDUCAZIONE IN ACQUA

a) Principi di trattamento.

1. Complementarietà

La riabilitazione in acqua va considerata parte di un programma riabilitativo ed è quindi complementare a tutte le altre metodiche indicate dallo specialista. Ciò significa che solitamente un paziente non viene trattato esclusivamente in acqua per raggiungere la guarigione o comunque una condizione di miglioramento del suo stato patologico; diciamo che l’obiettivo primario è quello di fornire una discreta autonomia al paziente stesso prima di esporsi al carico gravitazionale.

2. Globalità

L’esercizio in acqua garantisce al paziente un’esperienza di tipo globale che coinvolge la sfera intellettiva, psicologica, sensoriale e motoria. Ciò è dovuto al fatto che in acqua egli scopre una modalità sensoriale e una motricità diverse da quelle a cui è abituato sulla terra. La sensazione è quella di essere
avvolti, si percepisce il proprio corpo in modo diverso, ascoltandolo e rilassandosi si può vivere un’esperienza veramente piacevole e benefica.

3. Adattamento

L’intervento riabilitativo in acqua ricerca attraverso un percorso di adattamento alla situazione di immersione i presupposti per migliorare le condizioni neuromotorie necessarie all’autonomia del paziente nella quotidianità. Non è necessario saper nuotare ( altezza vasca 1,20cm), e non è certo ciò che ci si prefigge come obiettivo della riabilitazione in acqua. Nei protocolli riabilitativi in acqua si utilizzano svariate posture, cercando di mantenere a proprio agio il paziente anche durante gli esercizi più impegnativi.

4. Specificità

In acqua le reazioni di un corpo sono decisamente diverse che in palestra o nel lettino del terapista. Si proporranno quindi esercizi che tengano conto delle caratteristiche fisiche della materia liquida interessanti da sfruttare per gli obiettivi da raggiungere.

5. Tempestività

L’utilizzo dell’acqua a scopo terapeutico permette al paziente di anticipare l’inizio della riabilitazione post-operatoria o post-traumatica. Si riducono così i tempi totali di recupero.

6. Prevenzione

Grazie allo scarico articolare determinato dalla diminuzione dagli effetti della gravità, si riducono sensibilmente gli inconvenienti tipici della fase iniziale della terapia a terra (microtraumi, infiammazioni, versamenti articolari, dolori spesso cause di ritardi del recupero funzionale). Inoltre il recupero dell’articolarità viene nettamente accelerato per effetto del rilassamento muscolare diffuso e l’assenza o la netta diminuzione del dolore intraarticolare, evitando così l’insorgenza del
meccanismo di “blocco articolare” di autodifesa tipico in presenza di carico gravitazionale.

7. Simmetria del movimento

L’acqua permette di poter lavorare in sicurezza sulle strutture lesionate e contemporaneamente mantenere attive anche quelle sane, migliorando così la consapevolezza del proprio corpo, mantenendo l’equilibrio muscolare e posturale.

I vantaggi della rieducazione funzionale in acqua

La parziale assenza di gravità in acqua rende più efficace la terapia della rieducazione funzionale prevenendo i traumi tipici della rieducazione funzionale a terra. La rieducazione funzionale in acqua inoltre consente di effettuare movimenti che a terra non sarebbero possibili. Mentre si effettua la rieducazione funzionale il corpo beneficia del massaggio rilassante e distensivo dell’acqua. Infine la rieducazione funzionale in acqua mette il paziente nelle condizioni di percepire maggiormente la differenza tra l’ arto sano e l’arto malato e di concentrarsi su quest’ultimo evitando che l’arto sano subisca traumi nel tentativo di compensare la mancanza di funzionalità da parte dell’arto malato. Infine possiamo confermare che la rieducazione funzionale in acqua rappresenta la possibilità di fare attività motoria anche subito dopo un infortunio favorendo il mantenimento della forma fisica ed evitando le conseguenze di un periodo prolungato di sedentarietà e inattività.

Principali vantaggi della riabilitazione in acqua:

La diminuzione della forza di gravità, rende i movimenti più naturali e meno stressanti per le articolazioni consentendo l’esecuzione di movimenti impensabili a secco la resistenza offerta dall’acqua è graduale, senza punti morti; ciò consente di mantenere una tensione muscolare uniforme durante i movimenti favorendo il recupero del tono e della flessibilità muscolare per potere eseguire gli esercizi riabilitativi non occorre essere dei nuotatori esperti. Impostare un programma riabilitativo in acqua.

Il programma riabilitativo andrà impostato in seguito ad un’attenta valutazione dei bisogni del paziente e degli obiettivi prefissati. In linea di massima la rieducazione in acqua, come molte altre attività sportive e riabilitative si compone di due o tre sedute settimanali per un periodo variabile in relazione al grado di disabilità individuale.

TECNICHE ED ESERCIZI

La riabilitazione in acqua consiste nel fare svolgere al paziente vari esercizi, molte volte gli stessi che si eseguono in palestra, con il corpo parzialmente immerso nell’acqua. Dividendo tali esercizi in quattro grandi categorie possiamo parlare di esercitazioni mirate al miglioramento: del tono muscolare (esercizi a catena cinetica aperta, eccentrici o concentrici) della mobilità
articolare e dell’equilibrio (esercizi di stretching, esercizi di mobilizzazione attiva/passiva, esercizi propriocettivi) e al recupero degli schemi motori (deambulazione/corsa in sospensione, pedalata, slanci, balzi ecc.) e al recupero del gesto sportivo (esercizi a catena cinetica chiusa in acqua poco profonda, balzi, skip, affondi, spostamenti laterali ecc.). Per aumentare la
difficoltà dei movimenti, come abbiamo visto, sarà sufficiente aumentarne l’ampiezza, la velocità oppure utilizzare un equipaggiamento che crei resistenza mano a mano che il paziente riacquisisce la funzionalità perduta tollerando carichi maggiori.

Terapia o riabilitazione?

La riabilitazione in acqua rientra nella più grande famiglia delle terapie acquatiche. In acqua, infatti, è possibile non solo ristabilire le migliori funzionalità articolari e muscolari dopo un incidente, ma anche eseguire delle forme di esercizio specifiche per prevenire la malattia o per curare sintomatologie idiopatiche croniche come la lombalgia. Tali esercitazioni sono particolarmente indicate per quei soggetti in forte sovrappeso con difficoltà di movimento legate ad obesità , ad artriti, a recenti fratture o distorsioni. Nella maggior parte di questi casi si registra un netto miglioramento del tono muscolare e del range articolare dopo un adeguato programma terapeutico. Il paziente, spesso anziano, acquisisce in tal modo un maggiore controllo motorio che, migliorando l’equilibrio, allontana il rischio di cadute e rallenta il declino funzionale legato all’invecchiamento.

Se usata correttamente, la terapia acquatica, è inoltre uno strumento molto efficace per completare i normali allenamenti degli atleti che possono in questo modo evitare lesioni da overtraining.

Controindicazioni

La riabilitazione e la terapia acquatica, come abbiamo visto, rappresentano l’attività ideale per molti soggetti. Tuttavia in alcuni casi le esercitazioni in acqua possono essere controindicate. E’ il caso per esempio dei soggetti che soffrono di diabete avanzato, di cardiopatia ischemica (specie se la temperatura dell’acqua è troppo fredda), di febbre, di incontinenza, infezioni e micosi cutanee. In altre situazioni, per esempio per i pazienti che soffrono di osteoporosi non avanzata, è invece consigliabile mantenere le forme di esercizio tradizionali fuori dall’acqua. Per tutti questi motivi è buona regola sentire il parere di un medico prima di intraprendere un programma terapeutico in acqua.

INDICAZIONI

Esiti di fratture – distorsioni – lussazioni – patologie alla cuffia dei rotatori – tonificazione muscolare in preparazione all’intervento chirurgico – mal di schiena (lombalgia, sciatalgia, ernia ecc.) – dolori cervicali – dolori artrosici – osteoporosi avanzata (se precoce meglio concentrarsi su esercizi di carico come il ballo, il passeggio ecc.)

CONTROINDICAZIONI

diabete – infezioni- micosi – ipersensibilità al cloro – febbre – incontinenza urinaria

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